Orchidea come regalo: cosa dice e a chi si adatta
Tra le piante da regalare, l’orchidea occupa un posto speciale.
Elegante senza essere ostentata, duratura senza richiedere cure complicate, è la scelta di chi vuole lasciare un segno che non sfiorisce nel giro di pochi giorni. Una Phalaenopsis in buona salute resta in fiore per due o tre mesi e, con le giuste attenzioni, torna a fiorire anno dopo anno. Proprio per questo è un dono che parla, e conoscerne il linguaggio aiuta a scegliere quella giusta.
Il significato dell’orchidea e dei suoi colori
Il nome deriva dal greco orchis e nell’antichità la pianta era associata alla fertilità e alla forza vitale. Nell’Inghilterra vittoriana divenne invece il simbolo del lusso e della raffinatezza, tanto che i collezionisti finanziavano spedizioni in Asia e in Sud America per procurarsi esemplari rari. Oggi il messaggio cambia con il colore. L’orchidea bianca esprime purezza ed eleganza ed è perfetta per un matrimonio o una nascita. La rosa parla di grazia e affetto, quella viola di ammirazione e rispetto, mentre la gialla celebra l’amicizia e i nuovi inizi. Per scegliere la tonalità più adatta all’occasione conviene affidarsi a un fiorista che prepari la pianta e la consegni in giornata, un dettaglio che conta per una specie che soffre gli sbalzi di temperatura durante il trasporto. Visita il sito per scoprire le varietà disponibili e confrontare colori e formati.
A chi regalarla
L’orchidea è il regalo ideale per chi ama le piante ma ha poco tempo, perché chiede acqua una volta ogni sette o dieci giorni e non ha bisogno di potature frequenti. È adatta a un collega che inaugura un nuovo ufficio, a una persona anziana che apprezza un ornamento duraturo, a chi si trasferisce in una nuova casa. Funziona bene anche come pensiero di ringraziamento o di cordoglio, quando un mazzo di fiori recisi sembrerebbe troppo effimero.
Meglio invece evitarla per chi vive in ambienti molto bui o freddi, dove la pianta faticherebbe a dare il meglio di sé.
Come farla rifiorire
Il vero valore di questo regalo emerge quando i fiori cadono.
Molti pensano che la pianta sia ormai esaurita, mentre basta qualche accorgimento per vederla rifiorire. Lo stelo va tagliato sopra il secondo o terzo nodo, quei piccoli rigonfiamenti lungo il fusto da cui può nascere un nuovo ramo fiorito; se è completamente secco si elimina alla base. La pianta va poi posizionata in un luogo luminoso ma lontano dal sole diretto, che brucia le foglie. In autunno, una differenza di cinque o sei gradi tra il giorno e la notte stimola la comparsa di nuovi steli. L’acqua si somministra per immersione, lasciando il vaso a bagno per una decina di minuti e scolandolo con cura, perché i ristagni fanno marcire le radici. Il vaso trasparente non è un vezzo estetico: le radici delle Phalaenopsis svolgono la fotosintesi e hanno bisogno di luce. Un concime specifico ogni due o tre settimane completa le cure. Chi vuole approfondire la straordinaria varietà di queste piante può scoprire che la famiglia botanica delle Orchidaceae conta circa 28.000 specie, una delle più numerose del mondo vegetale, diffusa in quasi ogni angolo del pianeta tranne i deserti e le regioni polari.





















