fbpx

Lavorare da casa con l’influenza? Gli errori da non fare quando si sta poco bene

26 Ottobre 2026
225 Visualizzazioni

Con la diffusione dello smart working il confine tra giornata di malattia e giornata lavorativa si è fatto molto sottile, e capita spesso che ai primi sintomi influenzali si scelga di restare a casa senza staccare davvero, aprendo il portatile sul tavolo della cucina tra una tisana e un controllo al termometro. 

Le scadenze non si fermano e la tentazione di “portarsi avanti” anche con qualche linea di febbre è forte, soprattutto per chi teme di lasciare scoperti colleghi e clienti.

Lavorare da casa con l’influenza sembra una scelta di buon senso, perché evita di accumulare arretrati, eppure finisce spesso per allungare i tempi di guarigione e per abbassare la qualità del lavoro, con email scritte di fretta e riunioni seguite a metà. 

L’infezione richiede energie che l’organismo sottrae a tutto il resto, e sostenere anche otto ore davanti allo schermo porta inevitabilmente a rallentare il recupero.

Quando restare operativi è inevitabile, magari per una consegna urgente o per qualche giorno di sintomi lievi, conviene almeno evitare alcuni errori comuni che peggiorano lo stato di salute e rischiano di trasformare un’influenza di pochi giorni in una lunga convalescenza. 

Lavorare da casa con l’influenza e gli errori più comuni da evitare

Durante l’influenza il sistema immunitario lavora a pieno regime, infatti la febbre stessa è una risposta dell’organismo che consuma energie e richiede riposo, idratazione e un’alimentazione adeguata per passare nel giro di qualche giorno.

Sottoporre il corpo allo stress di riunioni, scadenze e notifiche continue toglie delle risorse a questo processo, con il rischio di prolungare stanchezza e dolori anche dopo la scomparsa della febbre.

In ogni caso se si è lavoratori dipendenti c’è da tenere conto che se ci si mette in malattia, con il relativo certificato medico, anche in smart working non si deve lavorare e bisogna dedicare il tempo necessario alla guarigione e al riposo. 

Se invece non si è chiesta la malattia, o semplicemente si lavora come liberi professionisti e non ci si vuole fermare, a causa di qualche progetto o per non ritrovarsi troppo lavoro da fare quando si sta meglio, bisogna fare attenzione e cercare di trovare il giusto equilibrio tra il tempo impiegato a svolgere alcune attività lavorative e i momenti dedicati al riposo.

Ignorare la febbre e lavorare a pieno ritmo

Il primo errore che si fa è trattare la giornata come quelle lavorative standardi, con la stessa agenda e gli stessi ritmi, convincendosi che la febbre a 38 si possa gestire stringendo i denti, e con una coperta sulle le gambe e prendendo del paracetamolo, come la Tachipirina 500 in caso di febbre che aiuta ad abbassare la temperatura e può alleviare i dolori muscolari e mal di testa. 

Prendere i giusti farmaci è sicuramente utile e necessario quando si ha la febbre, ma bisogna considerare che con la temperatura alta concentrazione e memoria calano in modo sensibile e la probabilità di commettere sviste aumenta, per cui conviene alleggerire l’agenda e svolgere solo le attività davvero urgenti, rimandando quelle che richiedono più lucidità. 

Lavorare dal letto o dal divano

Quando ci si sente poco bene la tentazione di aprire il portatile anche mentre si è sotto le coperte è forte, ma la postura che si assume sul letto o sul divano, con la schiena curva e il collo piegato verso lo schermo, aggiunge tensioni muscolari ai dolori già provocati dall’influenza. 

Se proprio devi lavorare, è meglio sistemarti a un tavolo, con una sedia che sostenga la schiena e lo schermo all’altezza degli occhi, tenendo una coperta sulle gambe se senti brividi, così da separare almeno in parte lo spazio del lavoro da quello del riposo. 

In questo modo, quando decidi di staccare, il letto torna a essere un luogo dove dormire davvero, senza notifiche a portata di mano.

Dimenticare di bere e saltare i pasti

Davanti allo schermo il tempo scorre in fretta, e se si lavora con la febbre si rischia di arrivare a sera dopo aver bevuto solo un caffè e qualche sorso d’acqua, proprio quando l’organismo perde più liquidi del solito a causa della sudorazione. 

Tieni sulla scrivania una bottiglia d’acqua o un thermos di tisana tiepida e fissati l’obiettivo di bere un bicchiere ogni ora, alternando con brodi e spremute che reintegrano anche i sali minerali.  Anche i pasti vanno rispettati, scegliendo piatti leggeri come minestre, riso in bianco, pesce o uova, e limita il caffè, che nei giorni di febbre può aumentare la sensazione di agitazione e disturbare il sonno.

Fissare lo schermo per ore senza pause

Nei giorni di influenza gli occhi sono spesso già arrossati e la testa pesante, e le ore passate a fissare il monitor senza alcuna interruzione vanno ad accentuare il mal di testa e la sensazione di affaticamento visivo. 

Una buona abitudine è la regola del tre volte venti, che suggerisce di guardare ogni venti minuti un punto lontano dallo schermo del PC per venti secondi, a cui puoi aggiungere una pausa più lunga ogni ora per alzarti e cambiare l’aria nella stanza. Infine, abbassa la luminosità e attiva la modalità scura che aiuta poi a ridurre il fastidio quando la luce dello schermo dà più fastidio del solito.

Restare sempre reperibili senza avvisare il team

Spesso si sceglie di lavorare da casa con l’influenza senza dirlo a nessuno, per paura di sembrare poco affidabili, con il risultato che proprio in quei giorni alla fine si può ricevere una richiesta per una call, per un incontro o perfino una richiesta di andare in ufficio per una riunione.  

Comunicare ai tuoi colleghi ed eventuali responsabili che non stai bene invece ti permette di concordare le priorità e di spostare le riunioni non urgenti, affidando ad altri le attività che possono essere delegate. 

Inoltre, impostare uno stato di assenza sulla chat aziendale e una risposta automatica sulla posta ti aiuta a definire gli orari di disponibilità ridotti, dedicando almeno parte della giornata al riposo.

Ricorda l’importanza del riposo

Infine, ricordati che uno o due giorni di fermo, quando possibile, ti permette di riprenderti prima e di tornare operativo in tempi brevi e con più energie rispetto a quando continui a lavorare trascinandoti per una settimana intera lavorando da casa. 

Lo smart working o il lavoro professionale da casa sicuramente offre una flessibilità piacevole, ma nei periodi in cui si è ammalati, bisogna capire quando si deve lavorare e quando invece c’è bisogno di lasciare spazio al riposo.